mercoledì 21 aprile 2010

Un albero per ogni neonato

SAVIANO – Nell’ambito delle manifestazioni della settimana della cultura, sabato 24 aprile si terrà presso la scuola dell’infanzia di Via Miccoli, la cerimonia di messa a dimora di 30 alberi, uno per ogni neonato registrato all’anagrafe del Comune nell’anno 2001.

“Un albero per ogni neonato” è il progetto varato con la legge 113 del 1992 e legge regionale 14 del 1992, che obbliga il Comune di residenza a porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica.
La messa a dimora avverrà nello spazio verde antistante la scuola di Via Miccoli e vedrà la partecipazione, oltre che del Sindaco Rosa Buglione, dell’assessore Alfonso Ferrara e dei bambini assegnatari dell’albero, del responsabile dell’area attività primaria della Regione Giuseppe Allocca, del responsabile del settore foreste Daniele Lombardo e del responsabile della legge 14/92 Salvatore Apuzzo. Sui ogni albero verrà apposta la targa di assegnazione mentre ai bambini sarà consegnata una pergamena ricordo.
Nel pomeriggio invece, presso l’aula consiliare del Comune si terrà la presentazione del libro di Lucia De Vito “bagliori rossi al tramonto”, in collaborazione con la Fondazione premio Cimitile. Domenica 24 infine, in Piazza Vittoria manifestazione di celebrazione dell’anniversario della Liberazione. Le manifestazioni rientrano nel ambito delle attività della “settimana della cultura” che si concluderà domenica 25 aprile.

Autore:Nello Fontanella

La morte di Napolitano Tobia 16 anni, gli umori degli amici

Hanno scelto di non entrare a scuola gli alunni della sede di Comiziano. L’hanno fatto per onorare la scomparsa del loro compagno Tobia, alunno della III KA.

Di Napolitano Tobia dicono tutti che era un ragazzo d’oro, un giovane di quelli che sono abituati a sorridere alla vita. Sembra sia stato un infarto a stroncarne la giovane esistenza. Chi conosce la sua famiglia dice che, anni fa, una sorellina di Tobia morì in tenerissima età. Forse per una crisi cardiaca. Gli studenti che stamattina stazionavano davanti ai cancelli della scuola erano assorti e ammutoliti. Hanno espresso il loro dolore apponendo sull’inferriata esterna due teli con le scritte che ricordano Tobia. Avremmo voluto chiedere qualcosa a qualcuno dei docenti che meglio lo conoscevano. Non è stato possibile. Il professore di esercitazioni pratiche e quello di educazione fisica erano andati a portare conforto ai genitori del loro sfortunato alunno. L’Istituto alberghiero di Cicciano si stringe idealmente, con tutte le sue componenti, alla famiglia di Tobia.

autore: (Antonio Caccavale)

martedì 20 aprile 2010

Tobia Napolitano muore a soli 16 anni, aspettando il treno

Saviano. Morire a sedici anni mentre si aspetta il treno che ti porterà a casa, un destino assurdo quello che di Tobia Napolitano (nella foto), studente sedicenne di Saviano.

Il giovane è morto ieri, intorno alle 15, alla stazione della Circumvesuviana di Cicciano. A Cicciano, infatti Tobia frequentava l’Ipsar “Carmine Russo”, l’Istituto statale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione. Ieri stava tornando a casa come sempre e mentre correva per prendere il treno che lo avrebbe riportato a Saviano, dove vive la sua famiglia, si è sentito male e si è accasciato al suolo. Sono stati inutili anche i tentativi di rianimazione, quando sul posto sono arrivati i medici del 118 il cuore del ragazzo aveva già smesso di battere. L’ambulanza ha condotto il corpo senza vita all’ospedale “Santa Maria della Pietà” di Nola, secondo i medici la causa della morte è un arresto cardio-circolatorio. Una morte incredibile per un ragazzo che a novembre avrebbe compiuto diciassette anni. una notizia che ha sconvolto la famiglia Napolitano, i tanti ragazzi che con Tobia stavano aspettando il treno e lo hanno visto morire senza poter far nulla e i tanti amici che soprattutto su “Facebook” hanno voluto comunicare il loro dolore per questa morte assurda ed improvvisa. Tra le decine di dediche sulla sua bacheca una salta agli occhi per la sua dolcezza, ed è quella di Santa che scrive nel suo gergo adolescenziale: “Toby cm hai potuto lascarmi uffy nn ci posso ancora credere che tu sia andato via…mi manchiii da morireee ..e io mo la mattina cn chi vado a scuola cn chi me le faccio le risate ti ricordi le nostre chiacchierate risate.. quando io dicevo toby x piacere mi porti la borsa e tu cm un gentiluomo me la portavi...non potrò mai dimenticare le giornate trascorse insieme.. nn ci posso ancora credere aiuto sto troppo maleeeeee Tobia Napolitano vabbe... sono senza parole.... ti amuuuuuuuuuuuuuuu toby rimarrai xs... qui”. Continua

lunedì 19 aprile 2010

Muore a 16 anni aspettando il treno

Una tragica fatalità. Un destino assurdo, che lo ha atteso alla fermata del treno. Solo sedici anni, un’esistenza ancora da costruire, tante esperienze da vivere. Ma nell’imperscrutabile disegno delle nostre vite, era scritto che oggi per lui doveva essere l’ultimo.

Lui è un ragazzo di sedici anni, T.N., che frequentava l’istituto alberghiero di Cicciano, e che poche ore fa, all’incirca alle 15, è morto alla stazione della Circumvesuviana della cittadina del Palio. Il giovane studente è stato colto da malore mentre aspettava il treno che lo riportava a Saviano, suo paese d’origine. Nessun dubbio sulle cause della morte. Il sedicenne è stato colto da malore mentre attendeva il treno, e si è accasciato. Neanche il tempo di soccorrerlo, di tentare di rianimarlo. Il suo destino era già stato scritto. Sul posto sono accorsi i carabinieri della locale stazione, ed un’ambulanza che ha condotto il corpo ormai senza vita del ragazzo all’ospedale di Nola. Tra quanti aspettavano la Circum, molti suoi coetanei ancora sotto choc per l’accaduto.
Foto di Tobia Napolitano
Fonte:Ilnolano.it

domenica 18 aprile 2010

Saviano, forniva marijuana a minorenni

SAVIANO - Con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per detenzione e per spaccio aggravato e continuato di stupefacenti da parte dei carabinieri della locale stazione è finito in manette il ventiduenne Lorenzo Fuschillo.

Il provvedimento - emesso in data 15 aprile scorso dal Tribunale di Nola - è stato notificato al destinatario nelle ultime ore.
Secondo pregresse indagini dei militari dell’Arma - coordinate dalla Compagnia di Nola del Capitano Andrea Massari - il ventiduenne, in prossimità della Circumvesuviana di Saviano aveva avviato, tra fine marzo ed aprile 2010, un’attività di spaccio di marijuana a minorenni che transitavano in zona per recarsi a scuola o per tornare da scuola.

Autore:Loredana Monda

sabato 17 aprile 2010

In scena la "Nazarena" di Manfredi

SAVIANO - Il prossimo 9 maggio, alle 19, presso il teatro Auditorium di Saviano, andrà in scena l’opera “Nazarena” di Gigi Manfredi, piece sulla condizione della donna nel corso dei secoli. Pubblichiamo la recensione dello spettacolo, a cura di Mauro Romano.

Con la “Nazarena", opera teatrale in atto unico, l’autore Gigi Manfredi intende portare in scena uno spettacolo dallo sfondo drammatico, certamente diverso dalle rappresentazioni ‘classiche’, perché va a toccare argomenti che da duemila anni separano la logica/scienza dalla religione/fede, senza ancora approdare a soluzioni univocamente condivise. Anzi, le svariate considerazioni sul tema finiscono per accentuare oltremodo il profondo dilemma che le differenti anime critiche della storia non riescono a sbrigliare, ponendo di volta in volta difformi soluzioni, spesso in contraddizione tra loro. Per meglio dire, l’opera si incentra sulla riflessione del contrastato ruolo della donna nel corso dei tempi. Il denominatore epocale comune è che, nonostante l’evoluzione sociale, intellettuale e scientifica, la donna resta in una condizione di disagio con i suoi atavici perché. E non solo per colpe proprie. Anzi! L’insegnamento della “Nazarena”, poiché non ancora recepito come messaggio esistenziale, viene, quindi, presentato in tutta la sua ancestrale crudeltà. Nello specifico, l’autore non intende infondere soluzioni certe, definitive, indubbie … ma si prefigge di consegnare una riflessione ‘all’intelligenza, all’umanità ed ai sentimenti degli spettatori’. Insomma ci si aspetta, se non proprio una coinvolgente ‘catarsi’, almeno una partecipazione emotiva del pubblico che faccia meditare dentro e fuori dal ristretto proscenio teatrale. Il convincimento di tale ‘ambizione’, naturalmente viene affidata alla bravura degli attori. Soprattutto all’interpretazione dalla bravissima attrice Valentina Sommese alla quale è stata affidata la reincarnazione della “Nazarena”. Ad impersonare il Cristo, o meglio la figura della fede terrena, sarà, invece, Giovanni De Filippis. Attraverso i monologhi della prima parte si portano all’attenzione del pubblico le sofferenze, le disillusioni e le mancate aspettative di ciò che la Donna cerca per la sua realizzazione. Si sottolinea altresì, attraverso un monito, l’infantilismo e l’egoismo maschile inteso a prevaricare alla rinfusa ogni segno di ribellione dell’altro sesso. Nella seconda parte, musicale e scenica, entra il messaggio implicito della “Nazarena” in una apoteosi musicale che sottolinea il momento delle Verità.

di Mauro Romano

venerdì 16 aprile 2010

International Security Service, l'urlo di 400 famiglie

Quattrocento famiglie a rischio. L’appello arriva dai lavoratori della International Security service, società di vigilanza privata.

Lo scorso 7 aprile la I.s.s. ha rivenuto l’avviso di revoca della licenza da parte del Prefetto di Napoli. “Ignoriamo i motivi- ci scrivono i lavoratori dell’azienda- ma sappiamo solo che stanno rischiando circa 400 famiglie”. Dal 7 aprile scorso, ogni giorno, le guardie giurate che rischiano il posto effettuano un presidio dinanzi la Prefettura in piazza Plebiscito a Napoli. I vertici della International security servici hanno proposto ricorso contro la decisione del Prefetto,che doveva essere esaminato ieri ma è slittato al 28 aprile. Con la conseguenza che si stanno, a poco a poco, perdendo tutti i servizi. “Ormai per tutti- scrivano i lavoratori- è diventata una situazione di peso,visto che per trovare una soluzione i tempi di risposta sono molto lunghi. Stiamo morendo giorno dopo giorno,con il contagocce,facendo diventare più amara la nostra fine. Noi tutti dopo esserci sacrificati per tanti anni,mettendo la nostra vita in costante pericolo,vigilando con professionalità le nostre commesse,ora dobbiamo essere liquidati in questo modo. Per questo noi tutti vogliamo rivolgere un appello al Prefetto affinché si possa trovare una soluzione più consona al nostro caso. Con questi provvedimenti si distrugge la vita di chi lavora onestamente, di persone perbene che cercano solo un avvenire migliore”.
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